Nei giorni scorsi molte persone hanno guardato la Nazionale di Calcio. Il calcio come una qualsiasi attività fisica lavorativa o sportiva che sia, porta una serie di microtraumi che cambiano la postura e la dinamica dei loro movimenti creando conseguenze importanti sul rendimento sportivo.ginocchio dolore

Questa diventa una compensazione muscolo-articolare.

 

Da studi condotti in America su alcuni atleti prima e dopo aver trattato una compensazione muscolo-articolare si è visto che

1) Il battito cardiaco era diminuito di 20 bpm (il corpo sta meglio e consuma meno)

2) Il consumo di ossigeno per la prestazione sportiva si era ridotto (VO2 Max)

3) Il gesto atletico era diventato più preciso (capacità coordinative)

4) La prestazione migliorava in velocità (capacità condizionali)

 

I muscoli sono direttamente collegati al sistema nervoso. Quando si fa un’attività fisica che sia lavoro o ancora di più un’attività sportiva, ci sono dei piccoli traumi che sembrano di poco conto perché il corpo regolarmente trova delle soluzioni e crea delle “compensazioni funzionali

 

Ad esempio se fa male la parte esterna di un piede, il corpo tenderà ad appoggiarlo in modo tale da sentire meno dolore. Dopo un po’ di giorni questa nuovo movimento diventa un’abitudine e anche quando il piede non farà più male si manterrà, parzialmente, questa nuova meccanica articolare.

 

La nuova posizione comporta il reclutamento di altri muscoli ed il rilassamento parziale di quelli che prima facevano male.

Quindi le compensazioni funzionali non sono altro che la ricerca da parte del corpo di un nuovo punto di conforto.

Un accumulo di compensazioni funzionali comporta una serie di problemi che danneggiano la vita quotidiana e ancor di più la prestazione sportiva.

Il dolore ad un ginocchio spesso è causato da squilibri di muscoli collocati in altre aree rispetto al ginocchio, spesso lo squilibrio parte dal piede o dalla mandibola.

 

Nella pallavolo un piccolo dolore alla spalla durante la schiacciata porta a fare delle modifiche funzionali che contraggono alcuni muscoli e rilassano altri. Inoltre, se il movimento non è meccanicamente corretto porta ad una maggiore usura  dell’articolazione e alla lunga, richiederà delle cure fisioterapiche o peggio ancora l’atleta dovrà smettere prima la sua carriera agonistica.

Nella pallavolo le caviglie e a seguire le ginocchia sono il punto dove si manifestano più traumi. Nel volley questo accade ad esempio nella discesa dopo aver fatto il muro. L’atleta scende male appoggiando il piede in modo non adeguato.muro volley

Uno squilibrio dei muscoli del polpaccio (tibiali, peroneo, soleo, gastrocnemio) spesso è solo la parte finale del problema che spesso è legato all’anca e ad un squilibrio dell’intestino crasso. Oppure altro fenomeno tipico è lo stress cronico delle ghiandole surrenali.

 

In Kinesiologia Applicata non si guarda un muscolo come fine a se stesso ma lo si guarda come correlazione con gli organi o con uno stato mentale/emozionale.

Nel mondo del karate, dal quale provengo, molti  atleti si sono consumati le ginocchia e le caviglie a causa di una esasperazione, poco biomeccanica, delle posizioni.

Il cervello compensa un dolore creando una nuova postura ed una leggera variazione del movimento ma se il movimento non è fisiologico l’articolazione si usura prima ed il rendimento è minore.

 

I micro-traumi creano della compensazioni posturali e di funzionalità del movimento.

I micro-traumi di solito manifestano uno o più muscoli deboli e uno o più muscoli troppo contratti.

 “Ispezionare” l’intero corpo e fare una prevenzione prima che si verificano traumi importanti lo si fa mediante dei test muscolari di Kinesiologia Specializzata.

Nei test base e avanzati per l’andatura in kinesiologia applicata si verifica la risposta muscolare di una serie di muscoli mentre si simula il movimento o il gesto atletico.

Con la Kinesiologia Specializzata io procedo in questo modo:

1) Una serie di test per trovare le aree sotto stress

- Test dell’andatura base e avanzata (PKP3)

- Test del richiamo di un trauma

- Reattività fra due o più muscoli

- Valutazione dell’allungamento muscolare e differenze fra un arto e l’altro

- Valutazione dello stress surrenale

- Valutazione dei recettori dello stress del viso e delle mani

 

2) In funzione degli squilibri trovati si stabilisce un obiettivo

Stabilire un obiettivo è molto importante perché da una direzione ed una priorità al lavoro che si andrà a svolgere inoltre diversi aspetti neurofisiologici vengono attivati e indirizzati.

 

3) Si eseguono quindi le correzioni adeguate in funzione degli stress trovati e delle indicazioni date dall’obiettivo.