Incompetenza linguistica e danni biologici
Come oramai appurato da ricerche medico-scientifiche mondiali ed in Italia fatte dal professor Fabrizio Benedetti, l’uso di una tipologia di parole può aiutare o danneggiare la salute di una persona. Anche quando i dati valutativi mostrano che c’è un danno importante, il parlare in modo “terroristico” o “di sostegno” cambia di un 30 – 40% i risultati sulla salute della persona.
Se un fisioterapista dice "le tue ginocchia sono come quella di una vecchietta" invece di dire "hai ginocchia che hanno bisogno di essere fortificate"
Oppure nel campo della naturopatia
Un kinesiologo naturopata può dire “hai tutti i muscoli deboli, è un disastro!” oppure “sei in una situazione molto critica!” oppure “hai un livello di stress molto alto!”
Questi non sono sistemi di aiuto per la persona ma sono modi sbagliati di parlare alla persona. Alcune volte, questi modi persuadono la persona a proseguire le cure, ad affidarsi completamente al nostro “salvatore”. Sono modi di parlare cha attivano la paura, alcune volte sono modi di parlare fatti in buona fede per mancanza di competenza linguistica, altre volte sono dei sistemi subdoli fatti in cattiva fede per motivare la persona a proseguire con le cure o per fare cure con macchinari costosi.
Il nostro cervello ha due modi per essere motivato di cui quella della paura di qualcosa e quini l’allontanarci da una situazione catastrofica è una di queste due molle.
Le parole sono veri e propri attivatori neurologici, capaci di rilasciare cortisolo e innescare risposte nocebo devastanti.
Come dimostrato negli studi sul dolore e sulle aspettative, un'etichetta allarmistica e svalutante aumenta l'ansia anticipatoria, amplifica la percezione fisica del disagio e spinge il cervello in una modalità difensiva.
Invece di stimolare una motivazione sana, quel professionista sta attivando la paura attraverso un'immagine scadente, dimenticando che l'influenza etica punta a generare valore condiviso (benefici per entrambi) e non a terrorizzare l'interlocutore per legarlo a sé.
Due sono i meccanismi studiati per agire sulla paura:
- la cosiddetta fear avoidance che in italiano si traduce come allarmismo o terrorismo psicologico. Sono molto usati nei media, dai politici e dalla pubblicità.
- fear-mongering (allarmismo), un'impostazione comunicativa che fa leva sulle insicurezze della persona per creare dipendenza dalla terapia o vendergli un percorso di cura.
Lo scopo di questo articolo è di passare un po’ di consapevolezza sulle parole che usiamo e su quanto possono fare effetto.
Queste indicazioni fanno parte del corso sull’ambiente che è già in corso d’opera in questo mese.
Possiamo costruire tre scenari:
Scenario A: Strategia commerciale basata sulla paura
Molti professionisti (non solo in ambito sanitario, ma anche nel fitness e nel marketing) utilizzano la leva del "quadro catastrofico" per:
- Generare urgenza: Farti credere che se non inizi subito un percorso da loro, la situazione peggiorerà drasticamente.
- Creare dipendenza: Far sentire il paziente "rotto" o "fragile", in modo che si affidi ciecamente alla figura dell'esperto per essere "riparato".
Aumentare il valore percepito del servizio: Se il problema è "grave" (come le ginocchia di una persona anziana in un corpo giovane), il prezzo o la durata del trattamento sembreranno più giustificati.
Scenario B: Incompetenza comunicativa (Nocebo)
Non sempre c'è una malizia commerciale dietro a queste frasi. Spesso si tratta semplicemente di una pessima comunicazione clinica.
In medicina, fisioterapia, naturopatia o anche in farmacia e in erboristeria, esiste l'effetto Nocebo: dire a una persona che una sua articolazione è "consumata", "come quella di un vecchio" o "rovinata" crea un impatto psicologico negativo che aumenta la percezione del dolore e la rigidità, inducendo la persona a muoversi di meno per paura di farsi male.
Scenario C: Comunico, stimolando la salute
Anche quando la situazione è difficile si può sempre comunicare in una forma che stimoli la salute nella persona tenendo ben presente che il corpo ha tante risorse che ancora oggi non sono spiegabili. Stimolare i meccanismi di guarigione può essere aiutato anche usando delle metafore di salute ma questo è un argomento che necessita di tempo per essere sviluppato.
Rimanendo nell’esempio di prima sulle ginocchia si possono paragonare a delle radici del corpo che hanno bisogno di nuova linfa vitale per diventare nuovamente forti ed elastiche (metafora natura).
La responsabilità e la fiducia
Altro dettaglio importante: dire “insieme possiamo riuscirci” toglie responsabilità alla persona e anche fiducia in sé stessa, in chi è messo tanto male magari è una cosa che può aiutare per un po’. Di solito dire “ti darò tutti gli strumenti, un percorso riabilitativo fatto per te poi te devi metterci il tuo tempo e la tua voglia di fare” aiuta di più a ritrovare la forma fisica e stimola di più i meccanismi di fiducia e di autoguarigione.
I meccanismi di autoresponsabilità creano una persona che crede in sé stessa e nei propri meccanismi di autoguarigione. Le situazioni in cui l’operatore si prende la responsabilità della salute del cliente creano dipendenza e debolezza da parte del cliente.
Il confronto tra le tre frasi
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Frase utilizzata |
Tipo di comunicazione |
Effetto sul paziente |
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"Le tue ginocchia sono come quelle di una vecchietta" |
Catastrofizzante / Basata sulla fragilità |
Ansia, sensazione di essere "rotti", dipendenza dal terapista. |
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"Le tue ginocchia hanno bisogno di essere rinforzate" |
Potenziante / Basata sulle risorse |
Motivazione, focus sull'azione (esercizio), senso di controllo. |
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“Le tue ginocchia sono come le radici di una pianta, diamo nuova forza vitale ed essere si rigenerano più forti ed elastiche di prima” |
Potenziante / Basata sulle risorse ed anche creazione di un’immagine che contiene forza vitale e che si rigenera. |
Quando gli capiterà di pensare alle ginocchia, l’immagine visiva che gli impregna i pensieri sarà quello di forza vitale e rigenerazione. |
Per inciso, anche la fisioterapia ha cambiato linguaggio e si è allineata a quello che di solito era più della naturopatia, stimolare la forza vitale di autoguarigione, questo cambio è stato fatto grazie a nuove evidenze scientifiche (Evidence-Based Practice) che hanno mostrato quanto questo sia importante.
Rimanendo sull’esempio delle ginocchia:
- La cartilagine e le articolazioni si adattano al carico: Le ginocchia non sono come gli ammortizzatori di una macchina che si consumano e basta; sono tessuti vivi che migliorano con il giusto allenamento.
- La risonanza non è il dolore: Anche se una risonanza mostrasse lievi segni di usura, questi sono paragonabili alle "rughe sulla pelle" — del tutto normali e spesso del tutto asintomatiche.
Silvano Schiochet
Per saperne di più: https://www.kinesiologiaspecializzata.it/sotto-liceberg